Oggi volevo condividere con voi una riflessione, seppur già nota, poco tenuta a mente nelle nostre giornate.
La parola di oggi è vuoto, parola che spesso viene associata a “mancanza”, “privo di valore”. E se il vuoto avesse anche un’altra faccia della medaglia?
Ci hai mai fatto caso?
Appena senti un senso di vuoto, quasi senza accorgertene cerchi subito qualcosa che lo faccia sparire…che lo riempia. Ci ingegnamo subito a scovare un impegno, una risposta, una persona, un obiettivo, come se quel vuoto dicesse che c’è qualcosa di sbagliato in te.
Penso che questa sia una storia che abbiamo imparato.
E se fosse solo una storia? Se fosse che quel sottovuoto invece di comprimerci e toglierci aria ci aprisse ad una chiave di lettura per sentire e scoprire cosa ci mettiamo sotto a quel vuoto, trovando spazio vitale?
Prova per un momento, ad avvicinarti invece di allontanartene. Chiudi gli occhi e respira.
Dove senti quel vuoto nel corpo?
Forse nello stomaco, nel petto, nella gola.
Non serve cambiarlo, prova solo a sentirlo così com’è.
Resta lì qualche respiro e senza resistenza o giudizio, osserva cosa succede.
Potresti scoprire/sentire che quel vuoto non è un buco spaventoso da riempire, ma è semplicemente uno spazio….uno spazio che il giudizio ha trasformato in una mancanza.
Se ascolti bene, in realtà potresti sentire che quel vuoto può accogliere qualcosa di molto più prezioso.
Forse trovi spazio per un desiderio autentico, un’intuizione, un bisogno profondo, una parte di te che nel rumore di tutti i giorni non riusciva a farsi sentire.
Allora, forse il vuoto non è ciò che manca, ma il luogo ricco in cui puoi tornare a incontrarti davvero.
Magari questo nuovo modo di ascoltare, di sentire nel corpo (e non con le orecchie o con i pensieri) potrebbe sussurrati di rallentare, di mollare per un po’ l’obbligo delle aspettative, della velocità, della perfezione, dell’efficienza…e poter percepire, finalmente, il fluire della vita nel suo naturale stato, quello in cui non avere fretta di riempire ogni spazio. Altrimenti anche il seme, al buio, sotto la terra, non avrebbe il suo perché di divenire germoglio.
Concediti, ogni tanto, il tempo di abitarlo, il tuo corpo…il tuo tempo, anche nell’attesa…il tuo spazio prezioso, perché è proprio negli spazi che sembrano vuoti che la vita trova il modo di germogliare e respirare libera.
E, con lei, anche tu.
LFR :•)
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2 Comments
Come dici tu, se ci fermiamo ad ascoltare, scopriamo che quel vuoto è in realtà uno spazio vitale. Correndo tutti i giorni dietro ai numerosi impegni lavorativi e alle passioni, ho imparato che a volte bisogna semplicemente staccare. Quando trovo il momento per stare un po’ in mezzo alla natura, lontano dal rumore assordante delle aspettative, riesco a percepire davvero me stesso. È proprio in quel “vuoto” che capisco quanto la nostra vita sia solo una breve, incredibile parentesi di luce nel mezzo dell’eternità. Ed è un’opportunità straordinaria avere la coscienza di esistere e poter usare quello spazio per esplorare la nostra curiosità e trasmettere emozioni, senza lasciare che nulla resti chiuso in un cassetto.
Grazie per aver condiviso questo pensiero, è un promemoria prezioso: i veri “file” dell’anima non si deteriorano, ma si riscrivono e germogliano proprio in quegli spazi in cui ci concediamo il coraggio di rallentare.
Grazie Stefano, preziosa condividere 🌱