La maggior parte delle volte puntare il dito è un gesto che divide. Si fa per accusare, per giudicare, per dire “tu hai sbagliato”. È un’arma affilata, apparentemente silenziosa che va dritta al bersaglio
Il dito indice, cosa indica davvero quando lo alziamo verso qualcuno o qualcosa?
E cosa racconta, senza parlare, di noi?
Forse quel dito, così sicuro, nasconde una fragilità, forse punta all’altro per non guardare dentro, per non vedere ciò che giudichiamo prima di tutto in noi stessi. È più semplice accusare che accogliere, più facile vedere l’errore altrui che ascoltare il proprio silenzio.
Ci è stato insegnato cosa è consentito fare e cosa no, cosa è giusto per essere amati, per essere “a posto”, per non disturbare e così, piano piano, ci siamo messi da parte. Ci siamo detti di no e allora quel dito è diventato un modo per sfogare tutto ciò che abbiamo dovuto trattenere.
Se provassimo a cambiare gesto?
Se quel dito lo usassimo per indicare la bellezza? Se invece di condannare, servisse a riconoscere? A dire “guarda che meraviglia sei”, “guarda che forza hai”, “guarda che luce porti”? Se diventasse uno strumento per illuminare, non per oscurare?
Puntarlo verso di noi, per assumerci la responsabilità, puntarlo verso gli altri, non per ferire, ma per vedere davvero quello che l’altro ci mostra di noi. Non come colpa, ma come possibilità.
Il dito che giudica può diventare un dito che accarezza, che mostra, con grazia ciò che vale la pena vedere. Un dito che non umilia, ma riconosce.
Questo non significa giustificare tutto e tutti. Ci sono situazioni, comportamenti, ingiustizie, violenze per cui quel dito va puntato con fermezza per dire no, per dire basta, per mettere uno stop chiaro e necessario. E va fatto.
Questo testo vuole illuminare un’angolatura più sottile che spesso ignoriamo.
Puntiamolo allora non per accusare, ma per distinguere la luce in mezzo al rumore, puntiamolo per vedere ciò che spesso ci sfugge: che siamo specchi, riflessi, alleati. Riconosciamo che anche un gesto piccolo può aprire spazi immensi.
Non nascondiamoci dietro un dito. Usiamolo per svelare.
LFR :•)
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