Oggi mi sento di condividere con voi un “piccolo ” aspetto riguardo le Costellazioni Familiari che sto studiando. Spero di essere corretta nei termini e nelle notizie..siate magnanimi, visto che mi sto specializzando, ma sono ancora in fase di apprendimento.
Le Costellazioni Familiari, sviluppate da Bert Hellinger, sono un modo per esplorare le dinamiche familiari (e non solo) attraverso una rappresentazione nello spazio.
Alcune persone rappresentano i membri di una famiglia ed attraverso le loro posizioni, emozioni, sensazioni e movimenti, si osservano le dinamiche che emergono.
Per chi non conosce le Costellazioni Familiari è importante sapere che non si tratta di uno schema rigido in cui ogni posizione ha un unico significato…le immagini e le disposizioni utilizzate possono essere degli spunti simbolici che acquistano significato all’interno della singola costellazione e della storia della persona.
Nella disposizione classica di Bert Hellinger, la madre viene spesso rappresentata a sinistra ed il padre a destra.
Questa è un’immagine ricorrente, ma non una regola fissa o categorica nella pratica delle costellazioni. La disposizione può cambiare a seconda della situazione, delle persone coinvolte e di ciò che emerge nella costellazione. Non è quindi la posizione in sé a stabilire in modo assoluto chi è la madre, chi è il padre o quale significato debba avere quella posizione.
Possiamo però prendere questa immagine come uno spunto e portarla per un momento fuori dalla costellazione e dentro di noi.
Come?
Proviamo ad osservare e sentire in maniera pratica, per iniziare un po’ a sperimentare.
Guardate semplicemente le vostre mani… possiamo immaginare la mano sinistra come quella che accoglie simbolicamente la madre e la mano destra come quella che accoglie il padre.
Non importa se li abbiamo conosciuti, se sono ancora accanto a noi, se sono morti o se uno di loro è stato assente dalla nostra vita.
Non significa pensare che siano stati perfetti e neppure giustificare ciò che ci ha fatto soffrire, né cancellare le ferite.
In questo spunto non stiamo parlando di perdonare, né di sentirci superiori a loro e nemmeno, al contrario, di sentirci in colpa.
Il rapporto con i propri genitori è qualcosa di molto più vasto e personale e per ognuno può avere una storia diversa.
Qui scegliamo semplicemente di soffermarci su un solo aspetto, cioè riconoscere il loro posto nella nostra storia e la vita che, attraverso di loro è arrivata fino a noi.
Credo sia utile anche soffermarci sulla parola “onorare” che nelle Costellazioni Familiari ha un significato particolare.
Onorare non significa dire che ciò che una persona ha fatto è stato giusto…non significa approvare, giustificare o dimenticare e neppure negare il dolore, cancellare i confini che abbiamo dovuto mettere…non significa imitare i genitori, ripetere la loro storia o portare con noi i loro pesi.
In questo contesto, provisno semplicemente a riconoscere una realtà: sono i nostri genitori ed attraverso di loro la vita è arrivata fino a noi.
Possiamo onorarli e riconoscere il posto che hanno avuto nella nostra storia senza dover approvare tutto ciò che hanno fatto.
Potremmo dirlo così, dentro di noi, senza giudizio, rabbia o presunzione:
“vi vedo, vi riconosco, vi onoro.
Siete i miei genitori.
Io sono vostra figlia/figlio..
Prendo il mio posto e prendo la vita che è arrivata attraverso di voi.
La prendo così com’è, il resto lo lascio a voi.
Ciò che appartiene a voi, rimane con voi.
Io tengo la vita, e ora la vivo”.
Prendere i propri genitori, in questo senso, non significa prendere la loro storia, i loro dolori o i loro destini, significa riconoscere ciò che attraverso di loro, è arrivato fino a noi: la vita.
È un movimento profondo che può andare oltre ciò che abbiamo vissuto, oltre il giudizio e oltre le nostre convinzioni.
E adesso prova una cosa, tieni le tue mani separate, a sinistra la madre…a destra il padre.
Due mani…due radici.
Adesso, avvicinale fino ad unirle.
È un gesto che conosciamo bene, lo facciamo nella preghiera, quando ci raccogliamo e quando cerchiamo un centro dentro di noi.
Ma cosa succederebbe se questa volta guardassi quel gesto con occhi nuovi?
La mano sinistra incontra la destra… la madre incontra il padre….
E, nel loro incontro…ci sei tu.
Forse non devi scegliere tra ciò che è stato e ciò che avresti voluto fosse, ma puoi guardare le ferite e nello stesso tempo, riconoscere la vita.
Ascolta profondamente, cercando di sospendere momentaneamente il giudizio…
e lascia che le mani si aprano lentamente per fare spazio a ciò che ancora deve arrivare.
Forse onorare le proprie origini significa prendere la vita così com’è arrivata
e scegliere, con compassione, umiltà e gratitudine,
di viverla pienamente.
LFR :•)
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