“Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori.” Italo Calvino
Ci torno spesso su questa frase, come si torna su certi pensieri che hanno il potere di restare.
Soprattutto in questo tempo pieno, veloce e a tratti caotico in cui chiudersi sembra la scelta più semplice ed automatica, mi sembra un invito silenzioso…quasi controcorrente.
Guardandomi intorno, nelle mie giornate, nei luoghi che frequento, negli incontri anche brevi o solo sfiorati, mi accade qualcosa che continua a sorprendermi.
Basta anche un contatto “da poco”, uno sguardo che si ferma, un sorriso accennato, un piccolo gesto non calcolato e dall’altra parte, quasi sempre, arriva qualcosa. Arriva un ritorno, una risposta, un’apertura, come se, sotto le abitudini che ci portano a “difenderci” e ci tentano a rimanere al di là del muro in uno stato perenne di allerta, ci fosse ancora una forte capacità di sentire, di incontrare, di trovare uno spazio comodo anche quando tutto dentro spingerebbe verso una chiusura netta.
E sì, a volte è necessario proteggersi, è sano, è umano e parte di un equilibrio che ci tiene interi, ma proteggersi non deve per forza significare sparire o chiudere tutto ciò che potrebbe ancora sorprenderci.
Forse ci sentiamo persi a volte, o inadeguati o..semplicemente soli. A volte ci vergogniamo anche solo dell’idea di fare il primo passo e allora restiamo fermi con l’illusione di sentirci protetti, convinti che sia più sicuro così. Però mi chiedo: “ma in realtà, sicuro da cosa?”
Perché quando quel passo, anche piccolo, lo faccio con presenza, consapevole o anche un po’ tremante, mi accorgo che spesso anche l’altro stava aspettando precisamente lo stesso permesso. Quel permesso di esserci, di essere visto, di incontrare e allora qualcosa cambia. Quello che sembrava raro, fragile e a tratti persino “pericoloso”, si trasforma…si allarga…fa respirare davvero e diventa possibile, diventa vicino, diventa, piano piano, normale.
Forse non si tratta di non costruire muri, forse si tratta di ricordarsi sempre cosa stiamo lasciando fuori e scegliere, quando possiamo, di lasciare almeno uno spiraglio perché da lì, potremmo osservare, con sorpresa, che quello che sta al di là non è realmente così terribile.
Io scelgo “controcorrente” anche quando sembra essere meno comodo, anche quando richiede un po’ più di coraggio.
E tu?
@LuciFraleRobe
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