Come ormai sapete, mi piace assaporare le parole passando anche attraverso la loro etimologia che sempre mi sorprende.
Una delle parole che ogni volta riesce a sorprendermi è sapere.
Solitamente la utilizziamo ogni giorno pensando che abbia a che fare con la conoscenza.
In realtà, la sua origine, ci racconta qualcosa di ancora più curioso.
Sapere, viene dal latino sapio, parola che, prima di significare “so”, significava ho sapore.
Quindi racchiude un’essenza ricca di sapori: gustare, assaporare … insomma, sentire il gusto di ciò che si incontra.
Mi emoziona molto questo ritorno all’ascolto, al corpo. Mi emoziona pensare che all’inizio, il sapere non appartenesse alla testa, ma ai sensi, come se la vita ci chiedesse, prima di tutto, di essere assaggiata.
Infatti, a pensarci davvero, ci sono giorni che hanno il sapore del pane caldo, altri quello del caffè amaro, della pioggia d’estate, delle lacrime trattenute o di una risata che arriva quando meno te l’aspetti. Sono proprio quei sapori quelli che restano sulla pelle e nella memoria come saggi maestri di vita .
Attraverso questa visione credo che la consapevolezza nasca non dal sapere sempre di più, ma dall’assaporare sempre con un po’ più di gusto.
Per me significa concedersi il tempo di sentire davvero, di restare dentro un incontro, una parola, un silenzio o un abbraccio senza avere fretta che tutto passi perché ciò che assaporiamo con presenza diventa esperienza e l’esperienza, lentamente, diventa sapienza.
Da quel piccolo sapio nasce il nostro sapere prezioso, quella conoscenza autentica che si vive assaporando.
LFR :•)
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