Siamo abituati a credere che tutto esista e finisca fin dove riescono a percepire i nostri sensi. Come le prime cartine geografiche riportavano sul pianeta solo le terre conosciute, così ci neghiamo di avere uno sguardo d’insieme e di prendere in considerazione anche quanto non vediamo.
Ci è venuto in aiuto in questo, un ricercatore giapponese, Masaru Emoto: ha genialmente costruito un anello di congiunzione tra il mondo visibile, apprezzabile grossolanamente con i nostri sensi, e il mondo invisibile, delle onde e delle vibrazioni. E come cavolo ha fatto?
Ha sottoposto l’acqua (elemento di cui siamo fatti per il 70% circa) a varie stimolazioni come parole sussurrate ed anche solo scritte, suoni, musica, preghiere, elettrodomestici accesi e dispositivi elettronici o semplicemente prelevata da luoghi geografici particolari come laghi di montagna o rete idrica di grandi metropoli; l’ha quindi congelata e l’ha analizzata al microscopio in celle refrigeranti. I risultati sono stati sorprendenti: i blocchetti di ghiaccio spesso mostravano al microscopio dei meravigliosi cristalli, con nucleo esagonale (proprio come la forma del nostro addome, del nostro centro geometrico) e con arborescenze più o meno ricche a seconda della memoria dello stimolo impresso. A volte l’acqua non formava alcun cristallo ma forme disarmoniche, asimmetriche (acqua stagnante, acqua clorata di acquedotto, acqua sottoposta a musica heavy metal, acqua sottoposta a parole offensive, pronunciate o anche scritte, come se l’acqua sapesse leggere).
Di contro, i cristalli si formavano da acque naturali, non stagnanti, non trattate; per di più il cristallo era diverso a seconda della parola a cui era stato sottoposto (nelle diverse lingue del mondo!), alla preghiera, alla musica di grandi compositori come Beethoven, Bach, Mozart e Vivaldi. Pensate che il cristallo dell’acqua sottoposta alla sinfonia n. 40 in sol minore di Mozart, sembrava avere due manine che vanno alla bocca in segno di grande stupore! Oppure i cristalli sottoposti alle quattro stagioni di Vivaldi hanno arborescenze che richiamano visivamente la stagione relativa.
Pensiamo adesso all’acqua che compone il nostro corpo, a come si modifica quando diciamo o riceviamo offese, quando preghiamo o quando ringraziamo, quando teniamo in mano o in tasca il telefonino…
Da qui sorge la domanda: siamo dunque destinati ad una vita infelice, continuamente bombardati da onde elettromagnetiche, da notizie negative, da un clima di paura costante e disagio esistenziale? La risposta è, ovviamente, no. Il cristallo più ricco e splendente, sorprendentemente, era formato dall’esposizione alle parole “grazie amore”, era un vero e proprio gioiello. La chiave di tutto, semplicemente ma altrettanto difficilmente, è lavorare per avere sempre di più una percezione cardiaca della realtà: ogni emozione negativa, ogni evento che fa soffrire dovrebbe essere accolto, ascoltato, digerito, metabolizzato, quindi amato e ringraziato perché ci fa evolvere. E’ semplice ed estremamente difficile, ma non impossibile.
Con amore e gratitudine,
LFR;-).
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