C’è un tempo dell’anno che sembra non fare rumore, ma si fa sentire.
Non è ancora primavera, l’inverno è ancora qui, con il suo passo lento e la sua coperta di silenzio, eppure qualcosa sotto la superficie delle cose, sta già cambiando.
L’inverno è un grande lavoratore invisibile, mentre noi pensiamo che tutto dorma, lui in realtà custodisce, protegge e prepara. È la stagione delle radici, dei semi che non hanno fretta, dei processi che avvengono nel buio dove nessuno guarda.
E forse è proprio per questo che, a un certo punto, lo si percepisce, non guardando il calendario, ma con quel tipo di ascolto che arriva dal/nel corpo.
L’aria inizia a cambiare, la luce si allunga di qualche minuto e dentro nasce una sensazione difficile da spiegare…quella sensazione che si avverte quando qualcosa sta per accadere. Non è ancora primavera, ma si sente che si sta avvicinando.
La terra si stiracchia un po’, gli alberi iniziano a a svelarsi e i fiori spuntano come pensieri felici.
A pensarci bene, anche noi esseri umani siamo così.
Passiamo l’inverno, (inteso sia come stagione reale, sia come stagione interiore) a stare più raccolti e silenziosi, simili ai semi sotto terra. Da fuori sembra che non stia succedendo niente, ma sotto la superficie la vita lavora con una pazienza commovente. Sta preparando qualcosa.
Poi un giorno succede una cosa piccolissima, una luce diversa sul viso, una voglia di uscire, un’idea nuova, un sì che prima era un forse e….tac! la primavera entra anche dentro di noi.
Trovo meraviglioso che la natura non abbia fretta. Nessun fiore si paragona a quello accanto dicendo “oddio, quello è sbocciato prima di me”, il mandorlo non litiga con il ciliegio ed il pero, ognuno arriva quando è il suo momento.
Se ci penso, la primavera è una grande maestra di gentilezza verso i nostri tempi interiori. Ci ricorda molte cose. Per esempio che possiamo germogliare anche dopo lunghi inverni emotivi o che la tenerezza è una forma di forza ed anche che la vita, nonostante tutto, continua ad avere una certa “ostinazione” gioiosa.
E forse è per questo che in primavera ci innamoriamo di più, facciamo progetti improbabili e compriamo piante di cui prendeci cura.
Non è solo il clima, è qualcosa dentro di noi che riconosce il richiamo antico del “ricominciare”.
In fondo, credo che la primavera non sia solo una stagione, ma sia un archetipo, cioè quella parte di noi che anche quando ha avuto freddo, anche quando è stata chiusa sotto terra per un po’, continua silenziosamente a preparare “foglie nuove”.
Ogni anno, con una delicatezza, la vita sembra sussurrarci: “tranquilla, è di nuovo il momento di fiorire”: Presente!
LFR 🌸
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