La dualità non è una frattura, è una risorsa umana che non divide, ma abilita.
Non siamo fatti per stare in un solo polo..non solo luce o buio, non solo forza o fragilità, bello o brutto, tutto o niente…
La vita non è lineare, come non lo è il mondo che ci circonda. La vita è ciclica, ritmica e fatta di passaggi in cui siamo capaci di attraversarli, di tenerli insieme, di scegliere.
La luna ce lo insegna con semplicità:
La luna crescente è il tempo del progettare e del dare direzione all’energia.
La luna piena è l’abbondanza, il riconoscere ciò che è presente e vivo.
La luna calante è il lasciar andare, l’alleggerire ed il lasciare spazio.
La luna nuova è lo spazio vuoto e fertile della semina interiore e il tempo dell’ascolto.
Il vero dono è dato proprio dalla dualità, dal nostro non escludere nessuna fase della pienezza.
Quando portiamo questa consapevolezza nel quotidiano, la dualità smette di essere conflitto e diventa possibilità ed abbondanza.
Impariamo a fidarci dei nostri doni: la scelta, la sensibilità e la capacità di cambiare ritmo.
Se diamo morbidezza alla vita anche noi, di conseguenza, ci ammorbidiamo.
Smettiamo di forzare o di incastrarci in definizioni rigide…mettiamoci comodi.
Mettiamoci comodi, presenti, senza perdere direzione e facciamo in modo che il quotidiano diventi abitato.
Anche le parole seguono questo movimento, le parole benedicono quando includono, quando aprono o quando sanno stare nelle sfumature, perché le parole danno senso e il senso costruisce il presente.
La dualità, quando diventa consapevole bene-dice, non toglie possibilità, bensì le moltiplica.
Diventa abbondanza.
LFR :•)
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