Elemento Terra:
Siamo tutti fatti per radicare, anche se spesso, presi dal correre, ce ne dimentichiamo.
Questo non significa fermarsi, tutt’altro!
La Natura,
con la sua prospera presenza, ci mostra che ogni cosa che cresce lo fa partendo da sotto.
Noi esseri umani, nati tra cielo e suolo, abbiamo bisogno di toccare Terra per sentirci interi.
Anche noi, come l’Albero,
cresciamo nella misura in cui siamo capaci di affondare.
Radici invisibili tengono in piedi le nostre origini, la pazienza e la fiducia nel tempo e nell’attesa.
Ci insegna che per elevarsi verso il cielo bisogna avere il coraggio di restare, di stare dentro le “cose” senza scappare.
E quando arriva la difficoltà, l’Albero sa, lascia andare prima i frutti e poi le foglie, non per rinunciare, ma per proteggere la vita.
Perché nei semi c’è futuro e lasciar andare ciò che è maturo è un atto di saggezza. È il suo linguaggio per dirci che la specie continuerà, anche se oggi serve lasciare andare qualcosa per risparmiare forza ed energie.
La Montagna
non si muove, osserva, attende e sostiene. È madre che nel suo silenzio, sa farsi sentire.
Ci insegna il valore dell’ascolto profondo e della presenza stabile, che stare fermi a volte è l’atto più potente, che possiamo essere rifugio solido in cui riconoscersi e trovare sostegno.
Il Bosco,
intreccio di radici, foglie, funghi e respiro odoroso è il luogo dove tutto si connette e dove niente è da solo.
Ci insegna che la vita è una rete e che ogni passo ha un impatto. Ci ricorda che siamo parte responsabile, non padroni e che la vera abbondanza nasce dalla cooperazione silenziosa tra ciò che si vede e ciò che lavora nel buio.
La Pietra,
umile e forte è custode del tempo. Dai tempi dei tempi, ha visto più di noi, e non ha fretta, non corre, non cambia per piacere agli altri e si accomoda col trascorrere del tempo e degli eventi … anche a quelli che appaiono più avversi.
Ci insegna l’importanza della trasformazione, la dignità dell’essere ciò che si è e che non serve brillare per essere preziosi. Ci bisbiglia che esiste una forza gentile nel restare fedeli alla propria natura.
Il Frutto,
nato dalla pazienza del seme e dalla cura della terra è il dono che arriva solo dopo attesa e dedizione.
Ci insegna che i risultati veri hanno bisogno di maturare e che ciò che vale davvero si coltiva. Ci rivela che ogni gesto nutrito con amore porta bellezza anche se all’inizio appare invisibile. Maturo significa che è il tempo giusto, cioè nè troppo presto, nè troppo tardi. Né acerbo, né avariato è quando qualcosa ha preso tutta la luce che poteva, tutta l’acqua che serviva ed è pronta.
Il frutto affida il futuro alla potenza del seme, è quella saggezza antica che sa che la vita deve continuare anche a costo di lasciar cadere ciò che si è creato.
Ogni forma della Terra parla a chi sa rallentare, non serve decifrare, basta fermarsi.
La Terra ci ricorda che la stabilità non è rigidità, ma appartenenza e che essere solidi non significa chiudersi, ma sostenere con consapevolezza.
Tutti questi volti della Terra, come spesso lo è la Natura stessa, sono maestri silenziosi.
Ci accomunano nella ricerca di radici, nel desiderio di costruire e nella necessità spesso negata di sentirci “a casa”.
La Natura ci insegna, tra le tante “cose”, che ciò che sostiene non sempre si vede. A volte è sotto i nostri piedi, a volte è dentro il nostro corpo, a volte è l’unico posto in cui possiamo davvero tornare e ritrovarsi quando tutto il resto vacilla.
LFR :•)
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