Oggi mi trovavo su un marciapiede con due amiche, quando il rumore dello sfrizionamento di una macchina ha interrotto la nostra conversazione: troppo gas, troppa frizione, tutto bloccato. E proprio lì mi è balenata la domanda: è meglio trattenere o lasciare andare?
La vita ci mette spesso in situazioni simili: relazioni, sogni, emozioni, scelte. Alcune cose le teniamo strette per paura di perderle, altre le lasciamo andare pensando di proteggerci. Ma quanto ci costa trattenere? E quanto ci libera lasciar andare? Trattenere può sembrare un atto di forza. Vuol dire resistere, lottare, non arrendersi. Ma quando diventa solo paura del cambiamento, della solitudine o del vuoto? Proviamo a farci queste domande:
Lasciare andare è spesso visto come una sconfitta, ma può essere un atto profondamente coraggioso. È accettare che non tutto è destinato a durare, che siamo in costante evoluzione. Lasciare andare vuol dire:
A volte, proprio quando lasciamo andare, ritroviamo noi stessi. Proprio come quell’auto bloccata tra gas e frizione, anche noi possiamo logorarci nel continuo trattenere. Forse la vera domanda non è “cosa perdiamo lasciando andare”… ma “cosa ci perdiamo trattenendo?”
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