
Etimologicamente , la parola non ha nessun connotato negativo ma vuol semplicemente dire collina di mezzo. Come la distribuzione gaussiana, la parte più alta, collinare, raccoglie il maggior numero delle persone. La maggioranza definisce quindi la mediocrità, ma cosa la caratterizza?
-mancanza di problemi: questo è il principale obiettivo di chi vive a suo agio nella mediocrità; dico a suo agio perché molte persone vivono una vita tranquilla, con pochi problemi, ma hanno nel petto una continua inquietudine, apparentemente ingiustificata. Ecco, queste persone hanno il dovere di cominciare ad affrontare il proprio “piccolo io” mettendolo finalmente al proprio servizio. Questo vuol dire intanto iniziare ad affrontare una serie di problemi…ma c’è possibilità di scelta tra questo e una continua inquietudine, che scava e scava…?
-avere tempo e soldi quanto bastano per, appunto, non avere problemi e concedersi un pò di piaceri (cene, viaggi, abiti), sempre più o meno gli stessi nel corso dei decenni, sempre con la quasi immodificata modalità, che si ripete e si ripete.
-dipendenza dall’approvazione: la maggior parte vuole sentirsi parte di un gruppo, quindi approva quanto la maggioranza approva, compie scelte guidate in realtà dai media che influenzano pesantemente la maggioranza sfruttando anche questo desiderio di approvazione e di appartenenza. Un pò questo ricorda i bambini, che cercano l’approvazione dei genitori per sentirsi appieno parte della famiglia. C’è necessità impellente di passare almeno all’adolescenza.
-sensazione di avere potere decisionale: conseguenza del punto precedente è che, non sapendo che i pensieri sono contagiosi e si diffondono a macchia d’olio, ognuno ritiene che quanto pensato sia un contenuto originale e assolutamente sana e salda espressione della persona.
-mancanza di senso critico verso sè stessi: quante volte rimaniamo perplessi nell’ascoltare la lamentela di una persona che critica ferocemente negli altri proprio ciò che è abituale in lei stessa? Beh, dobbiamo sapere che sicuramente capita anche a noi, se non sviluppiamo la capacità di autosservazione. Proprio questa caratteristica renderà facile muovere critiche a questo articolo e/o sentire un forte disagio nel leggerlo.
-avere uno spazio limitato di azione e d’interesse: la modestia, la cui ottava superiore è l’umiltà, non permette di credere di poter almeno provare a superare i propri limiti; pertanto il quartiere, la famiglia, il proprio lavoro sono gli ambiti abituali di azione e fondamentalmente non crediamo di essere sufficientemente degni (a causa principalmente di modalità educative non premianti ma punitive). Ci vuole fegato per iniziare a smontare una per una tutte queste credenze limitanti e autosabotanti.
La mediocrità è sotto attacco, la classe media è sotto attacco: nessuna agevolazione, nessuna via di fuga, nessuno sconto alle ore lavorate, nessuno spazio alla creatività. E’ sotto attacco e piano piano questa collina si appianerà, portando taluni nelle fasce più povere della società e taluni nelle fasce di maggior ricchezza. Tutto dipende da come ci stiamo ingrandendo come persone; tanto più cresciamo, tanto grandi diventiamo e più saremo in grado di contenere e d’influenzare.
Questo articolo ha l’obiettivo ambizioso di accelerare la fuoriuscita da questa terra di mezzo, auspicabilmente verso maggior ricchezza e abbondanza. E’ un dovere di chi minimamente ha intuito l’importanza di saltare fuori dalla mediocrità, verso la ricchezza ed il potere (altrimenti, come potremmo cambiare il mondo?).
LFR;-)
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